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Strhold lancia la piattaforma web per i finanziamenti self-service

  • Data: 16-10-2009
  • di: Stefano Belviolandi

Durante Business in Deep 2009 a Garda, Marco Colli, direttore commerciale Strhold, ha spiegato il nuovo servizio che consentirà ai rivenditori di utilizzare il web per realizzare formule di finanziamento ad hoc attraverso il noleggio. La piattaforma è stata realizzata da B2f


Strhold lancia la piattaforma web per i finanziamenti self-service


Una piattaforma self-finance dedicata ai rivenditori. E’ questa la novità annunciata da Strhold durante la decima edizione di Business in Deep che si è tenuta a Garda il 15 ottobre. Come preannunciato da Channel Insider, Marco Colli, direttore commerciale di Strhold e Claudio Mombelli, direttore generale di businesstofinance (B2F), autore dell’iniziativa, hanno presentato questa piattaforma online che aiuta i rivenditori a gestire le transazioni commerciali attraverso il noleggio finanziario.

“In questo periodo di stretta al credito nella filiera informatica, abbiamo deciso di affiancare Strhold e abbiamo partorito Strhold financial services. Si tratta di una piattaforma web che permette al rivenditore di concedere un finanziamento, sotto forma di noleggio, sui prodotti Strhold, ma non solo. Dietro questa piattaforma - spiega Mombelli - hanno già aderito 5/6 realtà finanziarie, ma la porta è aperta a chi vorrà entrare nel circuito. Le finanziarie decideranno se finanziare o meno il progetto sottoposto online dal rivenditore. Infatti, una volta impostati tutti i dettagli dell’operazione, il rivenditore saprà, in breve tempo, quali saranno le finanziarie del circuito disposte a finanziare l’operazione. Una volta impostati i parametri e ottenuto, sempre online, il prospetto di finanziamento, il documento potrà essere presentato al cliente finale per l’apposizione della firma”.

La logica che sta dietro a questa formula è quella del Software as a service (Saas) e l’operazione è stata realizzata in quanto Strhold e B2f sono convinti che così si possa dare uno scossone finanziario al mercato della distribuzione.

Perché noleggio e non leasing? “Sia per una questione fiscale sia per un’attenzione alla rischiosità aziendale. Il noleggio – spiega Mombellinon va a intaccare la rischiosità dell’azienda perché non viene comunicata la rischiosità della stessa alla Centrale rischi”.

Qualche perplessità è emersa dai rivenditori e partner Strhold presenti all’annuncio. Mombelli ha precisato subito una cosa importante circa la differenza tra leasing e noleggio. “Nel primo caso, il cliente versa il canone regolarmente e a scadenza del contratto diventa proprietario del bene, nel secondo caso, al termine del contratto, il prodotto resta al rivenditore”.

“L’obiettivo che ci siamo prefissati – spiega Colliè quello di sfruttare la rete dei rivenditori e dare loro opportunità in self service perché in autonomia trovino un finanziatore. La notizia positiva sta nel fatto che finalmente si sta sbloccando la situazione per quel che riguarda il noleggio del software, conclude Colli, che anticipa un periodo di formazione ai rivenditori.

Insomma i vantaggi sono stati evidenziati anche dal punto di vista delle tempistiche sui pagamenti e degli esborsi finanziari periodici.

Il rivenditore si assicura entrate periodiche che può destinare alla sua attività, così come il cliente, che si trova di fronte a un esborso periodico definito, può pianificare così altre scelte aziendali”, commentano Colli e Mombelli.

Durante la convention di Garda, Annamaria Di Ruscio, direttore generale e partner di Netconsulting ha applaudito il progetto, intravedendo una formula nuova di slancio all’accesso al credito e ha sottolineato come un portale così possa snellire l’annoso problema delle dilazioni e dei termini di pagamento, scoglio sempre d’attualità nel mondo della distribuzione.

Di Ruscio ha poi tracciato una panoramica del mercato e delle aziende in questo momento. “Finora le imprese hanno resistito e già da molto, forse troppo, tempo danno molta enfasi al controllo dei costi. Oggi, dopo quasi dieci mesi di stallo e di verifiche serve uno sviluppo perché al contrario si rischierebbe di cadere nell’anticamera della chiusura del mercato. Ma non è tutto così negativo – spiega Di Ruscioil mercato è sfaccettato e se per la prima volta il mercato del software ha visto il segno meno ci sono anche imprese che stanno avanzando economicamente”.

Di Ruscio ha messo in guardia i partner presenti a Business in Deep 2009 sul fatto che il mercato è diventato molto selettivo e fa scelte più oculate. “Investite sulle medie imprese – tuona Di Ruscio – che ancora oggi fanno margine”. Infine un accenno sulla concentrazione dei fornitori. “C’è una strana tendenza che è quella di andare tutti sugli stessi clienti – spiega Di Ruscio ma se consideriamo che in Italia i big spender sono all’incirca 200, l’equazione è presto fatta”.


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