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La comunicazione aziendale nell'era del Web 2.0

  • Data: 04-01-2009
  • di: Patrizia Godi

Le esperienze di TSF, Indesit e della Regione Veneto che, avvalendosi di SharePoint, hanno creato un’intranet per la condivisone e la fruibilità delle informazioni che ha anche fatto aumentare la produttività

Il patrimonio informativo è uno degli elementi strategici dell’azienda moderna. Ma affinché possa portare i maggiori benefici, tale patrimonio è bene che sia condiviso all’interno dell’azienda stessa attraverso strumenti che consentano un facile e immediato accesso alle informazioni a chiunque possieda i requisiti necessari. In questo senso, la condivisione della conoscenza può portare a una dematerializzazione della struttura formale dell’impresa così come l’abbiamo conosciuta sinora per dar vita a una nuova entità digitale, che poggia su un’organizzazione che comunica con mezzi quali blog, wiki, forum, instant messaging. Questa nuova organizzazione vede un ridimensionamento dei ruoli gerarchici in termini di gestione delle informazioni perché condivisione è la parola chiave e il motore attorno al quale si sviluppa il business.

Alvaro Busetti di TSF, Andrea Pifferi Cio di Indesit e Gianluigi Cogo Cio della Regione Veneto hanno raccontato come le loro aziende hanno fatto diventare la condivisione della conoscenza un asset in grado di valorizzare le competenze sommerse, ottenendo un evidente miglioramento della produttività a tutto vantaggio del business.

Pur di natura piuttosto differente, le tre realtà avevano esigenze simili il che le ha portate a muoversi su binari paralleli. Infatti, obiettivo comune era di sconvolgere la consueta logica funzionale per consentire una comunicazione bottom up che si affiancasse alla canonica top down e che quindi consentisse una più ampia possibilità di dialogo, trasformando tutti i dipendenti in soggetti in grado di produrre contenuti. Quello che si voleva ottenere era di portare all’interno dell’azienda la logica del Web 2.0, permettendo in questo modo a chiunque di usare gli stessi strumenti che era già abituato a usare a casa (appunto blog, wiki, forum, instant messaging )per condividere le informazioni anche in azienda.

L’idea comune è stata di realizzare un’intranet che facilitasse la comunicazione e la condivisione delle informazioni. “Volevamo creare – ha precisato Pifferi – uno spazio dove la collaborazione le relazioni e la conoscenza si potessero tradurre concretamente in un asset per l’azienda”. E, implicitamente, questo era anche l’obiettivo di TSF e della Regione Veneto. Caratteristica di base di detta intranet doveva essere di portare all’interno dell’azienda la cultura del Web 2.0 in cui gli utenti sono una componente attiva nello sviluppo dei contenuti. D’altra parte, ha sottolineato Cogo, “qualunque intervento abbiamo fatto per impedire l’utilizzo di servizi e applicazioni Internet di nuova generazione, non ha prodotto i risultati sperati”. Perciò, invece di contrastare l’uso di strumenti e tecnologie che consentono la produzione di contenuti se ne è favorito l’impiego.

Il risultato ottenuto non è stato solo una più efficace condivisone e fruibilità delle informazioni ma anche migliore flusso della comunicazione e una maggiore soddisfazione personale dei dipendenti, con un conseguente aumento della produttività.

Per la realizzazione delle loro intranet, TSF, Indesit e Regione Veneto si sono avvalse di SharePoint di Microsoft, uno strumento che permette di impostare progetti di comunicazione interaziendale in triple play video-voce-dati basata su elementi di condivisione del web collaborativo come tagging e Rss.

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